UOMINI E DONNE ILLUSTRI

 

Bernardino Telesio nacque a Cosenza nel 1509 e ricevette educazione dallo zio Antonio, celebre dotto e umanista che lo portò a Milano e a Roma nel 1521, dove zio e nipote vissero fino al 1527, durante il quale Telesio fu incarcerato per un breve periodo riacquistata la libertà, si trasferì con lo zio a Venezia. Bernardino Telesio è il più illustre dei casentini ed è considerato come l’iniziatore del pensiero moderno. Soggiornò successivamente a Napoli per poi tornare nella sua Cosenza, dove si spense quasi ottuagenario. Sostenne la teoria del divenire (logicamente) in maniera molto simile a quella dei fisici presocratici. Affermò inoltre l'uguaglianza dell'uomo nei confronti degli animali per quanto riguarda l'animazione ma, per non apparire eretico, aggiunse che l'uomo ha un'altra anima che Dio ha posto in lui e che lo distingue dagli animali. Nel 1534, Bernardino Telesio riorganizzò l'Accademia Cosentina che in quel periodo veniva chiamata proprio Accademia Telesiana. Nell'opera intitolata La natura, egli affermò che l'uomo non deve imporre i suoi schemi a priori alla natura, ma deve scoprirne umilmente le leggi interne che ne regolano la vita e che sono sconosciute al più.. L'intellettuale, amante e cultore di una sapienza del tutto umana, si propose di indagare il mondo e le sue singole parti, poiché ognuna di esse se correttamente osservata, manifesterà la propria grandezza e la propria indole.

Gioacchino da Fiore (Celico, ca. 1130 – Pietrafitta, 30 marzo 1202) è stato un abate, teologo e scrittore italiano, già venerato come beato dalla Chiesa Cattolica.Gioacchino nacque a Celico e ricevette le prime nozioni di educazione scolastica nella vicina Cosenza. Ben presto fu mandato dal padre a lavorare, sempre a Cosenza, presso l'ufficio del Giustiziere della Calabria. A causa di contrasti insorti sul posto di lavoro, andò a lavorare presso i Tribunali di Cosenza. In seguito il padre riuscì a fargli ottenere un posto presso la Corte normanna a Palermo, dove lavorò prima a diretto contatto con il capo della zecca, con i Notai Santoro e Pellegrino ed infine presso il Cancelliere di Palermo l'Arcivescovo Stefano di Perche. Entrato in disaccordo anche con Stefano si allontanò definitivamente dalla Corte Reale di Palermo per compiere un viaggio in Terrasanta.
Forse nel corso di questo viaggio maturò un profondo distacco dal mondo materiale per dedicarsi allo studio delle Sacre Scritture. Egli visse circa un anno presso l'Abbazia di Santa Maria della Sambucina, da cui si allontanò per andare a predicare dall'altra parte della valle vivendo nei pressi del guado Gaudianelli del torrente Surdo, vicino Rende.
Secondo le fonti più accreditate, nel 1177 Gioacchino venne eletto abate di Santa Maria di Corazzo, ma rinunciò scappando dapprima nel monastero della Sambucina, poi nel monastero del legno della croce di Acri.
 Gioacchino morì il 30 marzo 1202 presso Canale di Pietrafitta e fu seppellito nel monastero florense di S. Martino di Canale. Il suoi resti furono traslati nell'abbazia di san Giovanni in Fiore verso il 1226, quando la grande chiesa era ancora in costruzione.


 

Tommaso Campanella (al secolo Giovanni Domenico), con Giordano Bruno e Bernardino Telesio, è considerato uno degli anticipatori della moderna filosofia; il suo pensiero è simbolo storico convenzionale del passaggio tra Medioevo ed era moderna. Nasce in Calabria, a Stignano, il 5 settembre 1568.
Le idee in fatto di religione e l'interesse per le arti magiche lo costringono a fuggire da Napoli ritrovandosi inquisito dal Tribunale ecclesiastico.Accusato di eresia viene rinchiuso in carcere ma riesce a ritornare nella sua città natale; nel 1599 tenta di organizzare un'insurrezione contro il dominio spagnolo e di gettare le basi per una profonda riforma religiosa. Anche in questa occasione viene arrestato e condannato; riesce tuttavia a salvarsi dalle torture fingendosi pazzo. Non può però evitare il carcere dove Campanella rimane rinchiuso, a Napoli, per ben ventisette anni; in questo lungo periodo di prigionia continua a scrivere, specialmente di filosofia. Compone un'opera dedicata a Galileo, di cui Campanella apprezza molto il lavoro ed il pensiero. Nel 1626 riacquista una parte di libertà: esce dal carcere, ma deve rimanere a Roma sotto il controllo del Sant'Uffizio. Una delle sue più note opere è "La Città del Sole", opera di carattere utopistico in cui, rifacendosi a Platone e all'Utopia di Tommaso Moro, descrive una città ideale. 
Tommaso Campanella muore a Parigi il 21 maggio 1639.

 

Vincenzo Padula nacque ad Acri (CS) il 25 marzo 1819 da Carlo Maria, medico, e da Mariangela Caterino. A dieci anni entrò nel seminario di Bisignano, dal quale passò, poi, in quello maggiore di S. Marco Argentano, dove il 10 giugno 1843 fu ordinato sacerdote. Dopo due anni d'insegnamento, lasciò il seminario riprese e intensificò i contatti con Domenico Mauro e con il gruppo dei giovani liberali cosentini, che si riunivano intorno a lui, mettendo la sua cultura e il suo intelletto al servizio dell'ideale. In quegli anni di lotte, animò, il Circolo Democratico di Acri, schierandosi apertamente a fianco di quanti operavano per l'unificazione nazionale e in difesa delle classi emarginate e dei Comuni, contro gli usurpatori delle terre demaniali. Nella reazione seguita ai falliti moti del 1844 e del 1848, un ben individuato gruppo di grossi agrari di Acri e del suo circondario, per liberarsi di questo scomodo prete, che osava metterne in discussione la leadership, la ricchezza e il possesso della terra, armò contro di lui una banda di killer che, la sera del 25 settembre 1848, lo assalì all'uscita dalla chiesa di S. Domenico, dove predicava la novena del Rosario. Nel 1864, a Cosenza, fondò Il Bruzio, un bisettimanale politico-letterario, sul quale studiò, che il Croce giudicò "stupendi di pensiero e di forma", i problemi del sottosviluppo e dell'arretratezza culturale delle regioni meridionali, individuandone le motivazioni sociali nel feudo e nel latifondo ancora persistenti, nel comportamento antisociale della borghesia agraria e nelle miserrime condizioni di vita delle classi emarginate. Delle opere del Padula "erudito" meritano di essere ricordate la traduzione polimetrica dell'Apocalisse di san Giovanni apostolo (1854/1861), recensita positivamente dal Carducci e ammirata dal Croce; l'Elogio dell'abate Antonio Genovesi (1867); Pauca quae in Sexto Aurelio Propertio Vincentius Padula ab Acrio animadvertebat (1871). Nell'ultimo decennio della sua vita don Vincenzo, deluso e ammalato, lasciò Napoli e si rifugiò nel suo paese natio, dove, consumato dalla spinite, si spense in solitudine l'8 gennaio 1893.

Leonida Rèpaci nasce a Palmi, in provincia di Reggio Calabria, il 5 aprile del 1898. Il dopoguerra dopo il ripristino del Premio Viareggio per Repaci è un susseguirsi frenetico di proposte e idee che lo maturano positivamente sia intellettualmente sia a livello umano che sociale; fonda e presiede il Premio Fila delle Tre Arti, e il Premio Sila .Nel 1956 vince il Premio Crotone e due anni dopo il Premio Villa San Giovanni con la Storia dei fratelli Rupe.La morte coglie il "Leone mai domo" a Pietrasanta (Lucca) il 19 luglio 1985.L'opera di Rèpaci , che si può definire autobiografica e a diretto contatto con la vita vissuta,è L'ultimo cireneo (1923) dove racconta del suo ferimento al fronte,ma anche ne In fondo al pozzo e ne La Pietrosa racconta (1984) una rievocazione sentimentale della tanto amata moglie. Infine la sua opera più cara per l'impegno profuso nel tempo è la trilogia Storia dei Rupe la vicenda di una famiglia italiana numerosa e fattiva della media borghesia provinciale la quale esprime il travaglio del tempo attraverso esperienze sociali, spirituali e psicologiche dei primi trent'anni del Novecento,in cui lo scrittore dimostra in questo un interesse preminente per i problemi e le vicende della sua terra.

Mia Martini, pseudonimo di Domenica Bertè (Bagnara Calabra, 20 settembre 1947 – Cardano al Campo, 12 maggio 1995), è stata una cantante italiana.Artista riconosciuta come una delle voci più belle e significative della musica italiana. Vantò una lunga carriera artistica che ebbe inizio nel 1963, semplicemente come Mimì Bertè