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Preistoria
Le prime tracce della presenza dell'uomo in Calabria risalgono al
Paleolitico come ne testimoniano i ritrovamenti nelle grotte di Scalea.
Mitologia e periodo italico
Secondo il mito greco, circa 850 anni prima della guerra di Troia, vi
sarebbero dunque giunti Enotrio e Paucezio, di stirpe enotria e
pelasgica, originari della Siria che, trovando il suolo molto fertile,
chiamarono la regione "Ausonia" in ricordo dell'"Ausonide", fertile zona
della Siria. Secondo la leggenda Enotrio avrebbe regnato per 71 anni e alla sua morte
gli sarebbe succeduto il figlio Italo che regnò su una popolazione "Italòi"
che occupavano la penisola nella zona situata a sud dell'Istmo di
Catanzaro, che oggi sono la province di Reggio Calabria, Vibo Valentia e
Catanzaro, dalla quale l'Ausonia avrebbe preso il nuovo nome di
"Italia".
Tali popolazioni dunque (Itali-Ausoni-Enotri), avrebbero abitato
prevalentemente le zone costiere, mentre l'entroterra della regione fu
abitato principalmente dai Bruzi (Brutti o Bretti), popolo di origine
indoeuropea di linguaggio osco e temperamento bellicoso e da genti di
origine iberica.
Periodo greco
Di fondamentale importanza è lo sbarco dei Greci sulle coste calabresi,
i quali strapparono le terre ai Lucani, e si mescolarono con gli altri
popoli autoctoni, dando vita ad una cultura meticcia, estremamente
florida nei secoli successivi. I Greci fondarono fiorenti colonie, così
magnificenti da guadagnarsi l'appellativo di Magna Grecia (Grande
Grecia), così importanti da superare, in alcuni casi, la stessa
madrepatria.
Tra l'VIII ed il IV secolo a.C. infatti fiorivano su tutta la costa
numerose ed importanti città della Magna Grecia, come Rhegion, Kroton,
Locri Epizephyrii, e Sybaris.
La gloriosa storia delle poleis magnogreche vide primeggiare
politicamente ed economicamente le città di Reggio come padrona dello
Stretto di Messina e della Calabria meridionale, di Locri Epizefiri
nella parte centrale della regione, e di Crotone in quella
settentrionale, in una storia fatta di alterne alleanze e conflitti
interni tra le tre potenze della regione.
Successivamente con la pressione delle popolazioni dei Bruzi e dei
Lucani, e con l'avvento di Roma, la Magna Grecia iniziò il suo declino,
dovuto anche ad una continua lotta per il predominio tra le poleis.
Periodo romano
Dopo la conquista da parte dei Romani, nel III secolo a.C., i territori
assunsero la denominazione di "Brutium" ma, a parte alcune città
alleate, dunque non sottomesse all'autorità di Roma, gran parte della
regione non fu in grado di ritrovare la prosperità di un tempo. Le
poleis magnogreche erano quindi destinate a perdere il proprio potere in
favore di un'alleanza (come nel caso di Reggio) o di una colonizzazione
romana (nel caso di Locr, Crotone e delle altre città minori).
Medioevo
Il ducato bizantino
Con la caduta dell'Impero, la Calabria fu devastata dalle guerre
gotiche, tra goti e bizantini, i quali ebbero la meglio. Successivamente
a causa dell'invasione longobarda i bizantini persero gran parte
dell'Italia compresa anche parte della Calabria settentrionale, i
territori rimasti del Bruzio furono aggregati con le terre possedute nel
Salento, formando il Ducato di Calabria. Durante l'alto medioevo gli abitanti furono spinti verso l'interno della
regione sia dalle pestilenze che dalle incursioni piratesche, una vera
minaccia per gli insediamenti costieri, continuata fino alla fine del XVIII secolo. Numerose furono infatti le fortificazioni collinari e
montuose nell'entroterra calabrese, costituita da villaggi arroccati in
posizione sufficientemente arretrata e inaccessibile da poter avvistare
in tempo le navi nemiche e sbarrare prontamente le vie d'accesso ai
centri abitati.
Nel IX e X secolo la Calabria, fu terra di confine tra i Bizantini e gli
Arabi insediatisi in Sicilia, che si contesero a lungo la penisola,
soggetta a razzie e schermaglie, spopolata e demoralizzata, ma con gli
importanti monasteri bizantini, vere e proprie roccaforti della cultura.
Le corti normanne
Alla lunga contesa arabo-bizantina mette fine però la famiglia normanna
degli Altavilla. L'anno 1061 sancisce infatti che la Calabria è dei
Normanni, suddivisa tra Roberto il Guiscardo, Duca di Calabria, e
Ruggero, Conte di Calabria. Il governo così organizzato fu messo in atto
dai locali magnati bizantini. Il dominio viene esteso alle Puglie e da
questo momento ha termine ogni pertinenza bizantina.
Periodo angioino e aragonese
È di questo periodo la diffusione del sistema feudale. Nel 1443 Alfonso
il Magnanimo d'Aragona conquistando i territori degli Angioini assegnò
il territorio di Reggio a Catanzaro, poiché Reggio aveva appoggiato il
suo avversario Renato d'Angiò. Ma una ventina di anni dopo nel 1465
Ferdinando I di Aragona (Ferrante) riassegnò il titolo di capoluogo a
Reggio.Nel XVI secolo in Calabria fu confermata la divisione nelle due province
di Calabria Citeriore (o Citra) e Calabria Ulteriore (o Ultra) governate
inizialmente da un solo magistrato, poi dal 1582 le due province furono
amministrate da due distinti governatori:
uno a Cosenza per la Calabria Citeriore;
uno a Reggio dal 1582 al 1593, poi a Catanzaro e infine a Monteleone
(Vibo Valentia) dal 1593 al 1816[3] per la Calabria Ulteriore.
Era moderna
Nel 1098, Papa Urbano II investì Ruggero del ruolo di nunzio apostolico
e gli Altavilla con la loro dinastia divennero precursori del Regno di
Napoli o Regno delle due Sicilie che dominò la Calabria fino all'unità
d'Italia. Lo stesso Regno di Napoli subì diverse dominazioni: le
dinastie degli Asburgo, di Spagna e d'Austria, la dinastia francese dei
Borbone, e per un breve periodo il generale di Napoleone, Gioacchino
Murat, che fu giustiziato nella cittadina di Pizzo.
Ultimi secoli
L'Aspromonte, regione montana nel sud della Calabria, in provincia di
Reggio, fu scenario di una famosa battaglia del Risorgimento, in cui
Giuseppe Garibaldi rimase ferito. È tutt'ora possibile ammirare l'albero
cavo in cui secondo la tradizione Garibaldi si sedette per essere
curato, nei pressi di Gambarie, vicino a Reggio. |